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Nel X sec. D.C. nasce il simbolo architettonico di Pantelleria: il dammuso, che si evolverà nel tempo fino al XVII sec. quando il Mediterraneo diventa sicuro in seguito alla cessazione delle incursioni corsare, gli abitanti, che prima si erano concentrati in un unico centro abitato principale, (corrispondente all'attuale) difeso dalla guarnigione militare del castello, si sentono finalmente liberi di espandersi sul territorio dell'isola senza pericoli. Nascono nuovi insediamenti in corrispondenza delle zone più fertili, diffondendo sul territorio la tipologia costruttiva del dammuso.
Alcuni degli aspetti più interessanti e curiosi dell'isola derivano dalla sua origine vulcanica: benché gli ultimi fenomeni eruttivi risalgano a 8000 anni fa ancora oggi numerosi sono gli esempi di vulcanismo secondario. Così, gironzolando per l'isola può capitare di imbattersi nelle favare (grandi getti di vapore acqueo espulsi con fragore da crepacci nelle rocce), nelle stufe (grotte naturali con emissioni di vapore), nelle caldarelle (sorgenti termali che raggiungono temperature anche di 70°), nelle moffette (esalazioni di anidride carbonica) e nelle buvire (pozze di acqua salmastra). Ma naturalmente Pantelleria è molto di più: acque cristalline e fondali di straordinaria ricchezza, coste selvagge di una bellezza struggente e tranquille coltivazioni di ulivi e delle preziose viti da cui si ricava il prelibato passito, giustamente famoso in tutto il mondo.
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